Prestiti alle imprese con tassi usura

prestitoI prestiti alle imprese con tassi di interesse superiori alle soglie usura sarebbero ben più frequenti di quanto si possa superficialmente immaginare.

A sostenerlo è Sdl Centro Studi, una società di consulenza, che in riferimento alle erogazioni di finanziamenti alle attività imprenditoriali è arrivata a calcolare che il 90 per cento delle operazioni sarebbe stato caratterizzato da una onerosità superiore a quanto consentito dalla legge.

Una frequente abitudine, quella dell’applicazione di tassi effettivi particolarmente esosi, che sta acuendo ulteriormente la crisi delle imprese nazionali, sempre più alle prese con una ridotta disponibilità concessoria da parte delle banche, e con un incremento aggiuntivo dei tassi di interesse di riferimento sulle operazioni di credito a breve e a medio lungo termine.

Tornando alle caratteristiche evolutive del monitoraggio, sarebbero state messe sotto osservazione 29 mila relazioni di conto corrente utilizzati dalle aziende nel corso degli ultimi tre anni. Ebbene, Sdl Centro Studi conferma che nel 90 per cento dei casi si sarebbero riscontrati dei tassi di interesse superiori ai limiti consentiti dalla legge.

Il responsabile legale di Sdl ha in merito dichiarato che la cosa più preoccupante è che ad essere coinvolte sarebbero tutte le principali aziende di credito italiane, tanto da far ritenere questo approccio come una vera e propria abitudine di settore, piuttosto che singoli casi isolati. Inoltre, l’abitudine di applicare tassi di interesse superiori a quanto consentito sembra coinvolgere sia i piccoli che i medi imprenditori, andando così a peggiorare un contesto già particolarmente delicato per le pmi.

Recentemente, la Banca d’Italia si è trovata nelle condizioni di dover ammettere che è necessario rivedere il sistema dei tassi di interesse bancari: tuttavia, al di là di questo buono intento da parte dell’istituzione monetaria, manca una reale presa di coscienza da parte della società (anche perché, con arbitrati preventivi, non si arriva quasi mai a delle sentenze pubbliche “clamorose”).